Brani scelti da Lolita di Nabokov

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A volte, quando l’autore di un classico si prende la briga di parlare di come l’abbia scritto, allora si ha un testo altrettanto interessante. Oltre a Lolita un altro celebre caso che mi viene in mente sono le Postille al Nome della Rosa di Eco, altro testo ricco di succose notizie che è un piacere scoprire dopo la lettura del romanzo.
Nell’edizione dell’Adelphi di Lolita possiamo leggere questa sorta di postfazione dell’autore e farci anche un’idea di cosa potesse suscitare l’uscita di un libro del genere negli anni ’50. Alcune persone che non lo hanno letto, pensano ancora che sia un libro fin troppo licenzioso, altri temono che possa rivelarsi perverso e per questo pesante da leggere. Lolita non è né l’uno né l’altro. Nabokov ha saputo raccontare la storia dell’amore di un uomo adulto per una ragazzina senza che i particolari e il linguaggio si facessero triviali, senza che il lettore smettesse però di avvertire quell’amore come qualcosa di innaturale e distorto. Continua a leggere “Brani scelti da Lolita di Nabokov”

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Di come Jane Austen scrivesse senza avere una stanza tutta per sé

Una stanza tutta per sé, di Virginia Woolf, Einaudi, 2006

Nel suo saggio su “Donne e romanzo” Virginia Woolf individua quali, secondo lei, possano essere elementi indispensabili per far sì che una donna diventi una brava scrittrice: è fondamentale che lei abbia abbastanza tempo da dedicare alle sue pagine, che abbia dei soldiche le permettano di non dover lavorare per vivere (nel caso non si guadagnasse da vivere scrivendo, chiaramente); è importantissimo che si senta libera di scrivere ciò che pensa e che abbia una stanza tutta per sé. Ed è proprio così che intitola il suo saggio, perché quel piccolo particolare che oggi ci sembra a dir poco scontato, sembra racchiuderli tutti. In verità, scorrendo le pagine della Woolf, ci si rende conto di come per molto tempo sia stato difficilissimo avere questi requisiti e che il più delle volte, soprattutto fino ai primi anni del ‘900, la donna non era in possesso di nessuno di questi. La Woolf fa riferimento alla realtà inglese e alle sue leggi, che in effetti precorsero spesso quelle degli altri paesi europei. Continua a leggere “Di come Jane Austen scrivesse senza avere una stanza tutta per sé”

Una lettura divertente e di spessore: Giulia 1300 e altri miracoli (Da CriticaLetteraria.org)

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Giulia 1300 e altri miracoli
di Fabio Bartolomei
Edizioni e/o, 2011
€ 17

La copertina più verde che l’editoria moderna ricordi. Un po’ come il colore di cui l’autore immagina che sia la sua scrittura, il verde prato. E che titolo: incuriosisce sin dalle prime battute il primo romanzo di Fabio Bartolomei, pubblicato quest’anno da Edizioni e/o. Scritti da tre punti di vista differenti, i primi capitoli ci presentano alcuni tra i protagonisti della storia. A loro se ne aggiungeranno altri, non meno importanti, non meno veri. Claudio, Fausto e Diego – questi i nomi dei personaggi – hanno in poco in comune, se non la sensazione di aver fallito, nella loro vita. Si ritrovano a visitare un casale in vendita, immerso nel verde della Campania e, pur essendo dei perfetti sconosciuti l’uno per l’altro, lo acquistano insieme con l’intenzione di farne un agriturismo. È qui che graviteranno questi “caratteri” decisamente convincenti: il catastrofista, il raccontaballe, il comunista tuttofare, lo spaccone buono, la cuoca massaggiatrice e l’africano appassionato della lingua italiana. Continua a leggere “Una lettura divertente e di spessore: Giulia 1300 e altri miracoli (Da CriticaLetteraria.org)”