Meet a writer

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Quando ho incontrato uno scrittore vero, di quelli che pubblicano libri che piacciono, ho capito che voglio scrivere anzitutto per me: non è essenziale riuscire a pubblicare, mi interessa solo scrivere nel modo migliore una storia che mi porto dietro da molti anni. E non muore, e poco altro riesce a ispirarmi, perché io penso sempre a quei miei tre personaggi, ai loro valori, a cosa ne sarebbe di loro. Lui dice di aver vissuto qualcosa di molto simile: uno dei romanzi che tiene nel cassetto è una storia che ha dentro da sempre, ma il modo in cui l’ha scritta non lo soddisfa, così è rimasta lì.

Ho conosciuto altri scrittori, in effetti. Una ha abbandonato la conversazione appena ha potuto, un’altra aveva la testa tra le nuvole, un altro ancora mi ha consigliato caldamente di scrivere solo romanzi molto brevi, perché la gente si scoccia a leggere un mattone. A me è sembrato sgradevole.

Con uno scrittore è strano, hai sempre il dubbio che prenderà spunto da ciò che vi direte, da ciò che farai, dai posti in cui andrete insieme. Continua a leggere “Meet a writer”

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Perché la storia della letteratura è come un tè del Cappellaio Matto

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In questo scritto apparso l’anno scorso su CriticaLetteraria.org, mi è piaciuto riportare i brani di due libri che dialogano tra loro.

A Pietro Citati nel 1969 veniva chiesto di riflettere sulla letteratura italiana dell’anno precedente, quindi di poter fare una sorta di previsione letteraria delle tendenze a venire. Per dare un’immagine precisa della sua visione della letteratura, Citati ricorre ad un episodio molto amato della storia di Alice nel paese delle meraviglie: il tè in compagnia del Cappellaio matto e della Lepre Marzolina. È in mezzo a quegli strambi discorsi che i due interlocutori principali, Alice e il Cappellaio, parlano del tempo: l’una come unità di misura musicale, l’altro come di una persona vera, dal momento che nelle sue frasi il tempo viene sempre nominato in maiuscolo, come fosse un nome proprio. Poiché ha avuto modo di discutere e di trovarsi in disaccordo col Tempo, spiega il Cappellaio, per lui tutto si è fermato alle sei di pomeriggio: l’ora del tè all’infinito. Per farvi gustare al meglio le riflessioni di Pietro Citati sulla storia della letteratura, riportiamo prima il dialogo tra i due personaggi di Carroll, quindi il brano del critico letterario, che non lesina anche un giudizio su alice. Ecco perché, secondo Citati, il dialogo tra gli autori di tutti i tempi somiglia molto al tè col Cappellaio matto. Continua a leggere “Perché la storia della letteratura è come un tè del Cappellaio Matto”