Le migliori letture del 2016

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Devo dire che è stato un bell’anno di letture. Non è facile scegliere cosa leggere, stare al passo con le pubblicazioni delle case editrici e riuscire a gustarsi ogni pagina è quasi impossibile. Conviene allora cercare il consiglio dei buoni lettori, quello dei librai di fiducia e nel frattempo farsi un palato, come per i vini; imparare a distinguere da soli una lettura che duri una sola stagione da una che ci dia la sensazione di non aver sprecato tempo, perché la lettura è essenzialmente un investimento di tempo da dedicarci.

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Di come Jane Austen scrivesse senza avere una stanza tutta per sé

Una stanza tutta per sé, di Virginia Woolf, Einaudi, 2006

Nel suo saggio su “Donne e romanzo” Virginia Woolf individua quali, secondo lei, possano essere elementi indispensabili per far sì che una donna diventi una brava scrittrice: è fondamentale che lei abbia abbastanza tempo da dedicare alle sue pagine, che abbia dei soldiche le permettano di non dover lavorare per vivere (nel caso non si guadagnasse da vivere scrivendo, chiaramente); è importantissimo che si senta libera di scrivere ciò che pensa e che abbia una stanza tutta per sé. Ed è proprio così che intitola il suo saggio, perché quel piccolo particolare che oggi ci sembra a dir poco scontato, sembra racchiuderli tutti. In verità, scorrendo le pagine della Woolf, ci si rende conto di come per molto tempo sia stato difficilissimo avere questi requisiti e che il più delle volte, soprattutto fino ai primi anni del ‘900, la donna non era in possesso di nessuno di questi. La Woolf fa riferimento alla realtà inglese e alle sue leggi, che in effetti precorsero spesso quelle degli altri paesi europei. Continua a leggere “Di come Jane Austen scrivesse senza avere una stanza tutta per sé”