Il nuovo romanzo di Fabio Bartolomei

Su Critica Letteraria è possibile leggere la mia recensione al romanzo di Fabio Bartolomei, Lezioni in paradiso.

Continue reading “Il nuovo romanzo di Fabio Bartolomei”

Annunci

Effetti collaterali della correzione di bozze

correzioni

Dopo aver corretto bozze per un po’ mi sento di trarre certe conclusioni.

La scrittura «pò» al posto di «po’» è un male che affligge pure i giornalisti delle più importanti testate italiane. Pagati.

L’apostrofo dritto può causare tic nervosi e spasmi nel correttore di bozze.

«La casta dei letterati, tradizionalisti e parrucconi» (cit. Andrea Cortellessa) è stranamente immune da certi errori.

E’, al posto di È, secondo studi scientifici, è un male curabile se non ci si lascia sopraffare dalla pigrizia.

Continue reading “Effetti collaterali della correzione di bozze”

Fuga

shampo

Leggi, indaga, edita; attenta al giro del testo, ché qui ci sono quattro “a capo” consecutivi. Impagina, crea i fogli di stile e poi sintetizza in punti chiave quest’altro libro, cosa diceva Calvino nel capitolo delle Lezioni americane dedicato all’esattezza? Com’è organizzato un gruppo editoriale, perché il premio Strega è sempre appannaggio delle solite case editrici, guarda, Cortellessa ha intervistato tutte le firme di cui leggi gli articoli, sarà giusto abbracciare il suo punto di vista? Qual è il confine sottile tra la correzione di bozze e l’editing? Leggi, sintetizza, a chi somiglia quest’autore? Ha uno stile paratattico o ipotattico? Come procede la struttura narrativa? E la tensione è alta o bassa? L’autore vale o no? Se qui hai messo i caporali, allora vanno pure là.  Leggi, correggi, sintetizza, impagina, edita.

Vorrei che fosse sempre così.

Casa Editoria

proof

Il lavoro sul testo non è facile. Più rognoso di quanto mi aspettassi, in verità, ma mi rilassa lo stesso. Districarsi tra norme redazionali di questa o di quella casa editrice vuol dire imparare nuove forme di espressione, nuove interpretazioni del dialogo. Per chi progetta case o lavora la terra possono sembrare futilità, ma chi ha concepito sempre e solo la matematica della sintassi italiana può capire come sia facile rifugiarsi, crogiolarsi nella correzione dell’errore, nella dicitura giusta, nella scrittura corretta. È una forma di equilibrio che piace a chi vive a soqquadro.

Continue reading “Casa Editoria”

La voce di Tomasi di Lampedusa

4158270

Mia madre mi diceva di leggerlo, ma io non ne volevo sapere. Quel Gattopardo lo presi in mano a 14 anni e lo posai poche pagine dopo. A 19, però, due professori proposero un corso monografico sullo spazio nella letteratura: potevamo lavorare, a scelta, su Verga o su Tomasi di Lampedusa. A naso, mi sembrò che Tomasi avesse un respiro più internazionale, meno soffocante della povertà del Ciclo dei Vinti di Verga, così scelsi Il Gattopardo, finalmente.  Continue reading “La voce di Tomasi di Lampedusa”

Due giorni con Massimo Carlotto

image

I miei due giorni con Massimo Carlotto. Nel senso che l’ho seguito prima all’aperitivo con autore organizzato dalle Edizioni e/o e poi al reading a Libri Come all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Nel frattempo leggevo il suo ultimo libro, Il mondo non mi deve nulla. Confesso che non l’avevo mai letto, il noir non ha mai conquistato la mia curiosità, ma questi aperitivi sono così piacevoli che ho pensato di andare, con la scusa di curare il live tweet per Critica Letteraria. Ho passato una serata molto piacevole, Carlotto è veramente interessante da ascoltare, ho tweettato come una pazza, e di contenuto. Alla fine me lo hanno presentato e io non sapevo cosa dire, perché non conosco né il noir né i suoi libri. E’ molto gentile. Continue reading “Due giorni con Massimo Carlotto”

Meet a writer

large

Quando ho incontrato uno scrittore vero, di quelli che pubblicano libri che piacciono, ho capito che voglio scrivere anzitutto per me: non è essenziale riuscire a pubblicare, mi interessa solo scrivere nel modo migliore una storia che mi porto dietro da molti anni. E non muore, e poco altro riesce a ispirarmi, perché io penso sempre a quei miei tre personaggi, ai loro valori, a cosa ne sarebbe di loro. Lui dice di aver vissuto qualcosa di molto simile: uno dei romanzi che tiene nel cassetto è una storia che ha dentro da sempre, ma il modo in cui l’ha scritta non lo soddisfa, così è rimasta lì.

Ho conosciuto altri scrittori, in effetti. Una ha abbandonato la conversazione appena ha potuto, un’altra aveva la testa tra le nuvole, un altro ancora mi ha consigliato caldamente di scrivere solo romanzi molto brevi, perché la gente si scoccia a leggere un mattone. A me è sembrato sgradevole.

Con uno scrittore è strano, hai sempre il dubbio che prenderà spunto da ciò che vi direte, da ciò che farai, dai posti in cui andrete insieme. Continue reading “Meet a writer”

Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, un manifesto

Fonte: volanodesign.wordpress.com
Fonte: volanodesign.wordpress.com

C’era una volta Guy Montag, che non aveva un solo dubbio al mondo. Bruciava i libri per lavoro, in un mondo in cui i pompieri venivano chiamati per appiccare il fuoco e non per spegnerlo. In un immaginario futuro, Bradbury colloca una vera e propria dittatura, che impedisce il possesso dei libri, che con vari espedienti fa sì che la gente non possa fermarsi troppo a pensare. Questo classico della letteratura distopica può essere per vari motivi accostato a 1984 di Orwell: entrambi descrivono un futuro nefasto, fatto di tirannie, ma mentre sentiamo che nel capolavoro orwelliano l’oppressione è più manifesta, palpabile, nel romanzo Fahrenheit 451 si percepisce in modo particolare durante i roghi notturni dei libri. Uno straordinario personaggio insinua il dubbio nella vita di Guy, si chiama Clarisse, una ragazza che ha il gusto per le piccole cose; con delle semplici domande compie un atto rivoluzionario: gli chiede se è felice, il lettore intuisce che lei dev’essere imbevuta di libri.

Continue reading “Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, un manifesto”

I grillini e la dignità intellettuale

Immagine

Questa frase è tratta da un post di Quit the Doner e ultimamente ci penso spesso.

Tra le cose gravi di questo periodo, trovo che la mancanza di rispetto per le opinioni altrui da parte dei sostenitori del M5S sia quella più allarmante, e, personalmente, la trovo veramente irritante. Le etichette vengono affibbiate con una velocità che disarma: non voti Grillo? Allora sei del PD o del PDL, quindi automaticamente sostieni ogni singola persona o azione che proviene da questi partiti. come se non avessi il benché minimo spirito critico.

Ecco, tutto questo senza concederti il beneficio del dubbio e con una violenza di giudizio senza appello: tutte le loro parole hanno un solo sottotesto “Ecco l’ennesimo coglione che non vota Grillo, non ha capito un cazzo”. Continue reading “I grillini e la dignità intellettuale”

Marinetti avrebbe gridato allo scandalo | La Centrale Montemartini

Quando si entra alla Centrale Montemartini, colpisce subito l’odore tipico del grasso che unge le macchine in funzione. Sono spente da anni, ma l’odore è ancora quello. E stride con le forme gentili delle statue antiche, ancor di più il nero delle montagne di ferro con le copie di sculture in pietra chiara.

Era una centrale termoelettrica, all’inizio del Novecento, oggi è un esempio affascinante della cosidetta archeologia industriale; per una scelta felice custodisce una parte di copie greche che si trovavano ai Musei Capitolini: doveva trattarsi di una breve permanenza, in attesa che i locali del complesso capitolino fossero ristrutturati, invece la Centrale è divenuta sede definitiva delle sculture.

fonte: web
fonte: web

Questa foto che ho trovato on line mi ricorda perché ad un iniziale entusiasmo è seguita un po’ di malinconia, mentre mi domandavo se l’uomo abbia ancora il desiderio di concepire opere simili. Continue reading “Marinetti avrebbe gridato allo scandalo | La Centrale Montemartini”