Lavoro gratis | Non dicere ille secrita a bboce

C’è un problema di linguaggio, di comunicazione, alla base dello sfruttamento in troppi ambiti lavorativi. Chiamano stage un’esperienza che per legge deve essere retribuita e invece si traduce in lavoro in nero gratuito, per giunta. Chiamano contratto a progetto quella collaborazione che per legge non ha orari e che invece si traduce in un full time a orari fissi, che se sgarri si incazzano e devi pure ringraziare con deferenza. Chiamano lavoro quello che in moltissimi casi è un vero e proprio sfruttamento senza alcuna retribuzione.

Si celano dietro parole come stage per negare a molti la dignità della retribuzione; perché la verità è che sono vigliacchi e che se fai notare loro che, sfruttando il lavoro altrui senza pagarlo, fanno qualcosa che è immorale e illegale hanno il coraggio di offendersi. Sfruttano le persone senza pagarle, a patto che si usino parole inadeguate, che però salvano la coscienza.

Se ci rifiutassimo tutti non avrebbero scelta.

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I grillini e la dignità intellettuale

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Questa frase è tratta da un post di Quit the Doner e ultimamente ci penso spesso.

Tra le cose gravi di questo periodo, trovo che la mancanza di rispetto per le opinioni altrui da parte dei sostenitori del M5S sia quella più allarmante, e, personalmente, la trovo veramente irritante. Le etichette vengono affibbiate con una velocità che disarma: non voti Grillo? Allora sei del PD o del PDL, quindi automaticamente sostieni ogni singola persona o azione che proviene da questi partiti. come se non avessi il benché minimo spirito critico.

Ecco, tutto questo senza concederti il beneficio del dubbio e con una violenza di giudizio senza appello: tutte le loro parole hanno un solo sottotesto “Ecco l’ennesimo coglione che non vota Grillo, non ha capito un cazzo”. Continua a leggere “I grillini e la dignità intellettuale”