Lavoro gratis | Non dicere ille secrita a bboce

C’è un problema di linguaggio, di comunicazione, alla base dello sfruttamento in troppi ambiti lavorativi. Chiamano stage un’esperienza che per legge deve essere retribuita e invece si traduce in lavoro in nero gratuito, per giunta. Chiamano contratto a progetto quella collaborazione che per legge non ha orari e che invece si traduce in un full time a orari fissi, che se sgarri si incazzano e devi pure ringraziare con deferenza. Chiamano lavoro quello che in moltissimi casi è un vero e proprio sfruttamento senza alcuna retribuzione.

Si celano dietro parole come stage per negare a molti la dignità della retribuzione; perché la verità è che sono vigliacchi e che se fai notare loro che, sfruttando il lavoro altrui senza pagarlo, fanno qualcosa che è immorale e illegale hanno il coraggio di offendersi. Sfruttano le persone senza pagarle, a patto che si usino parole inadeguate, che però salvano la coscienza.

Se ci rifiutassimo tutti non avrebbero scelta.

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